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- La scrittura e l'energia degli elementi

La tradizione aristotelica ci insegna che siamo fatti di Acqua, Aria, Fuoco e Terra! I quattro principali elementi che compongono la natura, si riflettono ed hanno un riverbero anche sull'uomo, sull'energia di cui è composto, che muove le sue azioni e gli impulsi, buoni o cattivi che siano. E' logico notare che, se da un lato siamo composti da tutti e quattro gli elementi, dall'altro è anche e sempre vero, che uno tende a prevalere sugli altri. Siamo così "vivi" ma in modi e maniere differenti. Ci troviamo a poter essere istintivi ed impulsivi, ma anche remissivi. Possiamo essere tranquilli e bonari, come impazienti ed agitati, ecc. ecc. Spesso è possibile che uno di questi elementi, sia così poco integrato con gli altri, da non riuscire a sfruttarne la valenza positiva, portandoci a cercarlo all'esterno, in chissà chi o che cosa.
La scrittura, mette in luce come i quattro elementi agiscano fra di loro, in noi. Queste energie primordiali ci danno: vitalità (tipica del fuoco), ricettività (dell'acqua), vivacità (dell'aria) e profondità (tipica dell'elemto terra). Le radici dell'interessamento agli elementi primordiali della natura è, come si può capire, antichissimo, risale allo studio dei principi che la filosofia greca, poneva alla nascita ed alla fine di tutto ciò che è nella natura e che vive in lei.
Se diciamo Esiodo, Talete, Anassimene ed Eraclito, forse non evocano nulla in noi, ma in realtà sono poeti strettamente collegati ai quattro elementi. Esiodo -> Terra (Teogonia) Talete di Mileto -> Acqua (Dei Principi) Anassimene di Mileto -> Aria (Inoltro alla natura o sulla natura) Eraclito di Efeso -> Fuoco (Trattato sulla natura)
Furono interessatissimi agli elementi primordiali, anche Galeno (filosofo dei quattro umori corporei) e Ippocrate (con la sua Teoria umorale).
La Teoria umorale di Ippocrate è quella che più e meglio si aggancia alla grafologia; chi avvicinandosi a questa disciplina non ha sentito parlare di "tipo bilioso", per fare un esempio?! Ippocrate tentò di applicare le sue teorizzazioni alla natura umana, definendo i quattro umori base (che corrispondo ad altrettanti "tipi" umani e ad altrettanti elementi della scrittura): bile nera, bile gialla, flegma e sangue. La terra corrisponde alla bile nera, l'acqua alla bile gialla (o collera), l'aria alla flegma (o flemma) e il fuoco al sangue, cioè al cuore. La teoria umorale è anche una teoria della personalità: la predisposizione all'eccesso di uno dei quattro umori definirebbe un carattere, un temperamento e insieme una costituzione fisica detta complessione:
  • il nalinconico, con eccesso di bile nera, è magro, debole, pallido, avaro, triste;
  • il collerico, con eccesso di bile gialla, è magro, asciutto, di bel colore, irascibile, permaloso, furbo, generoso e superbo;
  • il flemmatico, con eccesso di flegma, è beato, lento, pigro, sereno e talentuoso;
  • il tipo sanguigno, con eccesso di sangue, è rubicondo, gioviale, allegro, goloso e dedito ad una sessualità giocosa.

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