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- L'uomo... albero

Parlando di Grafologia, si pensa che per "scandagliare" la personalità di un individuo, si debba far riferimento, solo ed unicamente ai suoi scritti. In realtà, anche la Grafologia ha la possibilità di utilizzare degli "strumenti", tra cui il Test dell'Albero (ereditato o preso in prestito, come preferite) dalla Psicologia. Di spiegazioni a propostiro, ne esestino tante, a me piace interpretare l'uso del Test dell'Albero, come segue.
Come accade di proiettarci lungo il tracciato che verghiamo, così diamo un'immagine di noi stessi quando disegnamo, a maggior ragione un oggetto così particolare come un albero. Pensandoci bene l'uomo è un albero e il suo IO è composto da tantissimi elementi:
  • ha una sommità assoluta (trascendente)
  • ha la sommità della chioma (intelletto)
  • ha una chioma e dei rami (idealità)
  • ha una sommità del fusto (ragione)
  • ha un fusto (Sè e affettività)
  • ha la base del fusto (inconscio)
  • ha delle radici più o meno profonde (materialiatà)
Il Trascendente è ciò a cui pensiamo (filosoficamente) quando facciamo riferimento a ciò che è al di là di ogni esperienza, come realtà assoluta e perfetta. L'Intelletto si accresce ed alimenta, determinando ed ampliando l'interesse per ciò che non si conosce (è la facoltà di formare, comprendere e ordinare i concetti). L'Idealità di ognuno, invece si accresce e rafforza con un buon rapporto con la figura paterna. La Ragione è basata sulla logica, la deduzione e quindi l'obiettività. Il Sè e l'affettività, si sviluppano bene quando i rapporti materni sono buoni. L'Inconscio è legato a tutti i rapporti con la natura e più specificamente con quelli con la propria natura. Per lo sviluppo della Materialità sono invece fondamentali l'interesse, la curiosità, il senso della conoscenza che porta alla conquista del mondo materiale.
Il disegno dell'Albero ha le stesse dinamiche della scrittura. Quando guardiamo le radici di un albero, le vediamo e percepiamo come penetranti nella materialità; la scrittura ha, allo stesso modo, degli allunghi inferiori, che si radicano nella materialità, nella ricerca della esperienza e della concretezza. Quando guardiamo il tronco di un albero, sappiamo che in lui operano spinte verso il basso (terra) e verso l'alto (cielo); così nella scrittura l'individuo si sente oggetto di forze che lo portano verso l'idealismo (l'alto - allunghi superiori) e verso la materialità (basso - allunghi inferiori). Quando guardiamo la sommità del fusto, là dove si questo si dirama, mette le foglie e forma la chioma, sappiamo che l'albero inquadra i meccanismi della ragione che elabora razionalmente (al contrario accadrà per l'inconscio). Sappiamo che questo accade anche nel tracciato che viene vergato.
Insomma l'Albero ci rappresenta pienamente, ed ogni suo elemento ha un preciso significato che può essere letto anche in chiave grafologica, e non solamente in chiave psicologica.
Importante infine è anche capire cosa l'Albero rappresenta concretamente rispetto ai vari stadi della vita, in quanto il suo significato muta al cambiare del momento nel quale l'individuo lo realizza. Per meglio capirci, un conto è che a disegnare un albero sia un bambino piccolo, diverso è se l'albero viene realizzato da un adolescente o un adulto. Generalmente i bambini proiettano il Sè, l'affettività (di solito i loro disegni vedono la realizzazione di alberi tutto fusto, che non lasciano tanto spazio alla materialità, o altro). Gli adolescenti e gli adulti, tendono invece a realizzare una serie di elementi, diversi e sicuramente più complessi, proiettano l'IO (considerato come concetto composto), che mette in luce l'autonomia dell'individuo, la sua capacità di apprendere, di essere obiettivo e di andare oltre, sviluppando dei concetti come quello della moralità.

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