AVVISO IMPORTANTE Aiutaci a crescere... clicca su uno dei banner pubblicitari.
NON TI COSTA NULLA!!!

- Troppo curva?! Forse c'è qualcosa che non va


Tante volte si parla del segno Curva e tanto se ne parlerà, vista la complessità del segno in questione. Ancora una volta torno a scrivere dello stesso, in quanto sento l'esigenza di fare delle riflessioni e di ragionarci un po' sopra.

In segno Curva è da sempre indicato come il segno dell'estroversione del sentimento, indica la tendenza sociale, la socializzazione, come indica la capacità di accogliere e di adattarsi, nonché la capacità di compassione, un tipico segno "femminile" insomma. Tutto sembrerebbe bello acconto a colui che ha una scrittura in cui è ben presente il Curva! Coloro che vergano lo scritto in tal modo (o tal guisa, che dir si voglia) sarebbero in grado di essere dei veri altruisti, sempre pronti a soddisfare aspirazioni, domande e desideri altrui, delle vere "buone" e "brave" persone, ma sarà proprio così?!
Spesso il Curva non è poi altruista come vorrebbe far credere.

Infatti non tutte le scritture curve sono di chi è "buono" (come scioccamente qualcuno si definisce e/o viene definito dagli altri), un eccesso di rotondità grafica, porta alla noncuranza dell'io, a quella che Moretti chiama neghittosità, che non è altro che puro EGOISMO improntato sull'approfittarsi degli altri (spesso delle persone che sono più vicine sentimentalmente), sul non volersi scomodare e nel lasciar correre.

Non a caso Moretti parla dell'altruismo, facendo riferimento al femminile, ma facendolo in realtà parla di tutt'altro, ovvero dell'egoismo. Nella realtà Moretti parla della femmina invidiosa, territoriale (quel che mio, se tu mi dai qualcosa me lo dovevi), incapace di provare vera amicizia (prima o poi farà critiche anche di quelle che son considerate amiche per la pelle) e che pensa molto più spesso di quel che sembra, alla vanità fisica (un esempio, è della donna capace di farsi trovare stratruccata e imbellettata anche in situazioni che richiederebbero un diverso contegno). 

Si tratterebbe di una vera e propria tendenza innata e non di tendenza educata dalla società e dall'ambiente. Nota a tutti è, ad esempio, l'invidia femminile del benessere di un'amica. Si citano nella storia casi di amicizia maschile, ma mai uno di vera amicizia femminile (l'altruismo della donna con troppa Curva in cui sono presenti altri segni particolari, è falso).

Bella e piena di psicologia la macchietta di una donna che diceva male di un'altra donna.
Le fu domandato come mai la conoscesse; rispose: "è una delle mie migliori amiche".

Si rifletta dunque di fronte ad una scrittura di donna piena di "graziosa esagerata rotondità", in presenza di ulteriori segni, potremmo avere di fronte una donna che vuol farci credere di essere ciò che in realtà non è, e che comunque col tempo si rivelerà per ciò che in realtà è veramente.

Bisogna solo saper aspettare :)



- La Grafologia che cambia... e diventa telematica?

C'era una volta il grafologo il cui scopo principale era decifrare ciò che dalla scrittura trapelava. Suo
interesse principale non era tanto quello che si scriveva a livello contenutistico, ma come lo si scriveva dal punto di vista gestuale.

C'era un volta il grafologo, ma oggi? Oggi è una figura destinata a scomparire per due motivi principali:
  • primo fra tutti la sempre più scarsa approvazione da parte di chi vede dal di fuori questa professione. Nel tempo si è per molti consolidato quello che inizialmente aleggiava come sospetto, i grafologi non hanno alcuna base per affermare ciò che dicono. Colpa di quanti si improvvisano grafologi non avendo basi formative adeguate o non avendone affatto (e poi si vedono i bei risultati spiattellati dai media, uno fra tutti il caso Schepp, che ancora oggi ha proprio i tratti del ridicolo).
  • il secondo motivo è che sempre meno si usa la "Signora penna". La tecnologia, per certi aspetti, porta alla regressione, e quello della scrittura a mano ne è un esempio. E non si tratta solo di dire scioccamente e/o ironicamente, che si vendono sempre meno penne, ma piuttosto che questo tipo di atteggiamento conduce ad una disorganizzazione, mentale a cui tutti noi siamo stati improntati (chi più chi meno) andando a scuola ed imparando a scrivere. Sempre più nelle istituzioni scolastiche si sente la necessità di utilizzare le nuove tecnologie e di fare progetti su progetti, tralasciando il vero abc. Addirittura si vorrebbe mettere un tablet nelle mani di un bambino delle elementari!!! Sarebbe (per chi scrive) da bandire.
Tornando a noi, quanti ancora utilizzano la penna per scrivere una cartolina (se ancora esistono le cartoline), per scrivere una busta o un post-it per degli appunti? Forse pochi. Non possiamo però arrenderci così, all'evidenza che tutto passa e sparisce. E' possibile dunque, già da adesso capire cosa sostituirà il vecchio foglio di carta scritto e se soprattutto, sarà possibile individuare comunque dei tratti di personalità?!
La risposta forse è affermativa, oggi sempre più infatti, dilagano i social network e le e-mail, ed è proprio attraverso di essi che vengono impressi sentimenti e stati d'animo. Certo la forma è standardizzata, ma la modalità di espressione, la foggia dello scritto dove le mettiamo?
Chi scrive ha sempre uno stile, non solo nel contenuto ma anche nella forma, nello scegliere certe parole anziché altre, nell'appaiare certe lettere, nell'impaginare, nell'usare gli spazi, nell'utilizzare i bianchi e i neri ecc. ecc.

Dunque sembra proprio che anche in questo caso, mai citazione risultò più appropriata di quella di Lavoisier 
« Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma » :)

- Note e Curiosità

Qui di seguito alcuni brevi brani, delle piccole curiosità, che anche se poco hanno a che fare con la Grafologia, possono comunque essere interessanti e essere presi come spunto per delle riflessioni. 
Di seguito i link che vi ricollegheranno alle relative Note sulla pagina Facebook di GrafoBloggando.

- Vezzosa

Si tratta di un segno accidentale e della volontà.

Si tratta di un segno che indica chi ha una scrittura aggraziata ma con naturalezza e senza alcuno sforzo. Il vezzosa è di chi ha uno scritto esteticamente buono, cosa differente da dire che chi scrive ha una bella calligrafia. Allo stesso tempo il vezzosa prende corpo quando non ci sono né stentatezze né inceppamenti nel tracciato.

Parlando di Vezzosa si utilizzano due varianti al proposito:
  • Vezzosa grazia
  • Vezzosa civetteria
La prima esprime la sua estetica con contorni e ricci non eccessivi, è un segno di vanità, anche se il tipo di vanità viene determinato da altri segni. Il Vezzosa grazia indica generalmente delicatezza e di pensieri, sentimenti ed espressione degli stessi. Chi ha questo segno nella scrittura è come avvolto da un alone di ingenuità e spontaneità del cuore, si tratta di persona sempre in buona fede, incapace di pensieri negativi nei confronti degli altri e che di consegnuenze rimane male per qualunque gesto sgarbato.
 Il Vezzosa Civetteria invece, ha un'estetica molto più piena, sia nei contorni che nei ricci.Si tratta di un segno tipico di chi ama adescare. Sia l'uomo che la donna con vezzosa civetteria, sono capaci di mettere in atto qualsiasi azione di lusinga pur di adescare.

In poche parole tutto ciò che nel vezzosa è grazioso e spontaneo ricade nel Vezzosa grazia, mentre ciò che è ingannevole ricade nel Vezzosa civetteria.

- Tentennante

Esistono segni particolari in Grafologia, ognuno con un significato ben preciso, da leggere sempre però, in relazione a quello degli altri segni che lo accompagnano. 
Siamo complicati è vero, ma questo dimostra come esistano un'infinità di combinazioni che ci caratterizzano e permettono di distinguerci da chi ci sta attorno.
Per quanto riguarda Tentennante, si tratta di un segno sostanziale che riguarda più la parte affettiva che intellettiva.

Significa che il soggetto, anche quando ha tutte le ragioni che lo porterebbero senza indugio a decidersi su una cosa, tentenna anche se solo per una sciocchezza.
Il Tentennante porta a fare analisi sopra analisi senza arrivare a conclusioni di alcun tipo, o peggio a una conclusione che risulta tale solo nella testa di chi la elabora. Le azioni restano come sospese a mezz'aria, e l'indecisione primeggia nell'esistenza di chi si trova a tentennare.
Il tipo tentennante spesso conclude poco nella vita, sembra sempre in una situazione di stallo, che a tratti lo manda avanti ma che subito lo fa ritrarre indietro. non si stratta di persone poco morali, o almeno non è detto che lo siano per forza, ma peccano per scarso ordine interiore.
Il Tentennante lascia aperta la porta della sopraffazione dovuta a prepotenze altrui, e se rimane aperto lo spiraglio del prendere posizione, spesso questo comporta una troppa rigidità e perseveranza che non hanno poi una soluzione efficace.
Chi tentenna a volte tende a voler dimostrare che lo fa avendo necessità di mostrare prudenza nelle decisioni, in realtà generalmente il tentennare è fonte di indecisione.

- Grafologia e problemi cardiovascolari

Una ricerca inglese, condotta presso il Poole Hospital (2008), ha dimostrato che un'analisi della scrittura attenta e minuziosa, è in grado di prevenire l'insorgere di malattie cardiovascolari. Christina Strang ha coinvolto nella ricerca 100 persone (60 delle quali ricoverate nel nosocomio e 40 completamente sane), monitorando la loro scrittura soprattutto in certi aspetti, come le interruzioni dello scritto, la stesura anomala di certe lettere, puntini mancanti, ecc. ecc. La Strang ha così rilevato che nelle persone malate di cuore c'è sempre una percentuale altissima di stesura anomala delle lettere, soprattutto nelle vocali A, E, O.

I risultati della ricerca sono stati resi noti all'International Graphonomics Society a Melbourne, con l'obiettivo principale di divulgarli il più possibile, anche se non sono mancate (e non mancano ancora oggi) dubbi sui risultati ottenuti dalla Strang, in particolare viene criticato il fatto che la stesura anomala delle lettere è spesso segno di stanchezza, specialmente in soggetti provati da malattia.
Anche in Italia c'è scetticismo al riguardo ma la Strang ha fatto sapere che andrà avanti per la sua strada, spalleggiata dal dottor Andrew McLeod del Poole Hospital, il quale all’inizio dei test si era detto scettico, ma ora pare anche lui convinto delle teorie della ricercatrice. Obiettivo principale è quello di giungere ad una nuova tecnica diagnostica, sicuramente meno invasiva delle tecniche attuali in dote alla medicina ufficiale.

Vediamo a che risultati porterà, la caparbietà della ricercatrice, che al di là di tutto ha messo la faccia realizzando studi, test e quant’altro, in un ambito veramente ostico, come può essere quello Grafologico, che ancora oggi da molti non è conosciuto e da troppi non è riconosciuto come degno di far parte del mondo scientifico :)

- Carpe diem

Non ci pensiamo nè facciamo caso, infondo scrivere è una cosa normale per tutti, ma la scrittura ha una caratteristica fondamentale, è univoca.
Come un'impronta digitale ci identifica e ci rende unici, e quindi distinguibili gli uni dagli altri (e di conseguenza inimitabili). Quando ci sono state impartite le prime lezioni di scrittura alle scuole elementari, c'è stato dato un modello calligrafico da seguire, di riferimento (che tra le altre cose cambia di cultura in cultura, fateci caso) ma questo modello non serviva a voler rendere identiche le nostre scritture, bensì ad omologarle ad uno stile e a delle modalità riconoscibili da tutti.

Il passo successivo e fondamentale, è quello che ci ha visti rendere la scrittura nostra, cioè ci ha resi artefici della sua personalizzazione, con quei tratti e segni che inevitabilmente nascono, crescono e si sviluppano col nostro intelletto. La scrittura è infatti viva e si evolve con la persona che la possiede. Nasce, cresce e muore proprio come noi, o meglio, come il nostro cervello e il nostro cuore, da cui inevitabilmente dipendiamo.

Vi lascio con questo bellissimo pensiero tratto da un meraviglioso film "L'attimo fuggente", spero che faccia emozionare e riflettere voi come è successo a me :)

"... Ci teniamo ad essere accettati, ma dovete credere che i vostri pensieri siano unici e vostri, anche se ad altri sembrano strani e impopolari, anche se il “gregge” può dire “Non è beeeeene”.
Come ha detto Frost, “due strade trovai nel bosco e io…io scelsi quella meno battuta, ed è per questo che sono diverso”. Voglio che troviate la vostra camminata adesso, il vostro modo di correre e passeggiare, in ogni direzione, comunque vogliate, che sia fiero o che sia sciocco, sta a voi!..."

- Scarabocchi dei bambini: il test

  • Come si somministra? 
Il test dello scarabocchio è molto semplice da somministrare, bastano un foglio bianco e una matita nera con la punta morbida. il bambino fatto tranquillizzare, si fa sedere al tavolo e gli si chiede di scrivere il suo nome in mezzo al foglio per poi fare uno scarabocchio, come meglio preferisce ("... qualunque scarabocchio va bene!). Se il bambino è troppo piccolo per saper scrivere, invece del nome, gli si può chiedere di disegnare un bambino in mezzo al foglio ("... questo sei tu").
   
  • Come si divide il foglio?
 Il foglio di carta è il campo grafico all'interno del quale l'individuo si muove, come si muoverebbe nel mondo, nella società.
Suddivide così il foglio: una diagonale immaginaria che va dall’angolo in alto a sinistra e termina nell’angolo in basso a destra, dividendo così il foglio in due luoghi. Il luogo materno, a sinistra, e il luogo paterno, a destra.
L’ideale punto di partenza è l’angolo materno, da cui lo scarabocchio che riflette una buona immagine di sè dovrebbe partire per raggiungere l’angolo del padre. Il centro del foglio è il punto di incontro fra i due luoghi. 

  • Come si interpreta lo scarabocchio? 
Se lo scarabocchio è situato principalmente nel luogo materno, risulta un’immagine rimasta fondamentalmente bambina, dipendente dagli altri e dagli eventi della vita.
Uno scarabocchio localizzato invece nel luogo paterno, indicherebbe un’immagine fondamentale di ‘figlio’: ovvero colui che si sente in debito, ma allo stesso tempo sogna di evolversi ed emanciparsi, diventando autonomo.
Nel caso in cui lo scarabocchio sia centrale, situato in una zona limitata del foglio, non è raro incontrare una persona rigidamente controllata, che abbia però improvvisi cambi di atteggiamento.
Se invece lo scarabocchio si trova al centro del foglio, in una zona ampia, si può parlare di bilanciamento e di armonizzazione di tutte le precedenti e opposte tendenze.



Legenda:

M =area materna, dimensione del bambino
P =area paterna, dimensione del figlio
M1 =il luogo della tradizione, preferito dai melanconici
P1 =il luogo dell’innovazione, preferito dai fantasticatori
P2 =il luogo dell’avvntura, preferito dagli entusiasti
O =doppio valore: costrizione ed espansione
M0 =angolo materno: luogo di chiusura che indica inibizione sul piano della crescita
P0 =angolo paterno: luogo di chiusura che indica inibizione sul piano morale
T =tana o rifugio, preferita da chi ha sviluppato una falsa immagine di sè
U =uscita o buca, il luogo della resa e della rinuncia

- Ti odio o mia scrittura!

Non so a quanti possa essere successo, fatto sta che non è raro sentire persone (di ogni genere ed età) dire frasi del tipo "... che brutta scrittura che ho!" oppure ancora "... come scrivo male!"; ma se la scrittura rappresenta la nostra personalità in maniera strettissima, rifiutarla cosa significa?!

Senza dubbio lo scritto ci rappresenta, sia di fronte agli altri che di fronte a noi stessi, soprattutto a noi stessi. Sì perchè prima di pensare di poter avere un qualsiasi approccio o rapporto con l'esterno, è necessario avere ben chiare le idee con il nostro IO, conoscersi, sapere con obiettività quali sono le nostre potenzialità e i nostri limiti, e saperli usare a nostro vantaggio, trasformandoli in energia positiva; questa è sicuramente una delle prime cose, quantomeno da dover provare (il riuscirci poi è legato a tanti altri fattori).

Non gradire la propria scrittura quindi cosa può voler dire?! Che ci si odia, che non ci si accetta?! Bhè parlare di odio forse è azzardato ed esagerato, ma di certo il tracciato della nostra scrittura risente di una serie di elementi che contraddistinguono la nostra vita, anche di elementi che nostro malgrado dobbiamo "subire". Accettare la propria scrittura significa imparare a conoscersi quindi, nei propri aspetti positivi e negativi e il nascondersi (magari scrivendo in stampatello) porta a poco, perchè gli uomini (intendendo l'umanità nella sua generalità) sono soggetti ad un elemento, il TEMPO, che prima o poi porta tutti, nessuno escluso, a dover fare i conti con i propri pensieri e le proprie azioni.

La scrittura non è qualcosa di astratto ma è concreta e riuscire a ritrovarcisi è indubbiamente il segno che siamo riusciti, tramite un buon lavoro di introspezione, a trovare noi stessi e scoprire quello che veramente siamo.

- Tracciati che "tremano"

Negli ultimi giorni sono molte le persone che, pur non rendendosi conto, hanno cambiato "atteggiamento" nello scrivere. Perchè?! 
Il terremoto che sta colpendo la nostra Italia, è sicuramente uno degli eventi più traumatici che possano capitare, sia e soprattutto per chi lo sta vivendo in prima persona, che per tutti gli altri (per i timori e l'imprevedibilità che il terremoto porta con sè). 
Un evento per cui le capacità di adattamento di ciascuono di noi, per quanto ben presenti, sono difficili da mettere in atto. 

Anche la scrittura inevitabilmente risente degli effetti psicologici del terremoto: ansia, depressione, disturbi stressogeni in generale, sono sempre in agguato e si fanno sentire, anzi vedere, nel tracciato di chi scrive. Questa situazione di continue scosse che sembrano non terminare mai, ci sta portando ad uno stato cronico di timore, nel pensare che da un momento all'altro può succedere ancora.

E' pur vero, che tutti noi rispondiamo in maniera differente agli shock, ma è comunque vero anche che i disturbi che ne emergono possono, anzi, devono essere affrontati, specialmente dalle categorie più a rischio (anziani e bambini). 

Per quanto può sembrare scontato e sciocco dirlo e/o scriverlo come in questo caso, può sempre tornare utile attingere ad emozioni positive, l'atteggiamento ottimista, può (se non risolvere) almeno mediare gli effetti negativi dello stress, e renderci capaci di adattarci meglio alle tensioni che ci lasciano spesso vulnerabili.

- Scrivere con il fuoco

Questo post è una curiosità per tutti coloro che amano, oltre che la scrittura, la chimica!

Sì, perchè infondo, scrivere è scientifico sia dal punto di vista dell'uso del cervello sia dal punto di vista di ciò che si utilizza per scrivere. Proprio in riferimento a questo ultimo aspetto, è simpatico sapere come per scrivere, non è necessario usare l'inchiostro (o almeno l'inchiostro classico), ma esistono tante forme più o meno semplici di scrittura fatta con elementi alternativi.

Un elemento chimico che può aiutarci a creare scritture particolari è il clorato di sodio.
Se mettiamo in un becher 10 cc di acqua e si aggiunge il clorato di sodio facendolo sciogliere fino a quando la soluzione non diventa satura, si ottiene una soluzione che ci permetterà di creare della scritee molto particolari.
A questo punto con un pennellino potremo tracciare su un foglio di carta una scritta con la soluzione ottenuta precedentemente (proprio come se fosse un inchiostro). Facendo poi asciugare il foglio, saremo pronti per creare la nostra "scritta di fuoco"; tocchiamo la parte spennellata con la brace ottenuta dando fuoco ad uno stuzzica denti (per esempio), e vedremo che la carta inizierà a bruciare lentamente ma senza fiamma, seguendo il tracciato che abbiamo creato con il pennello.

In questo modo il clorato di sodio, che è un energico ossidante, fornisce alla carta l'ossigeno necessario per la combustione, la carta invece non brucia perchè non raggiunge la necessaria temperatura di accensione.

- Scrivere a mano fonte di felicità

Tramite l'Università di Chicago, la Prof.ssa Sian Beilok è riuscita a dimostrare scientificamente che
scrivere a mano è un efficacissimo antidoto per combattere lo stress, l'ansia ed altri disturbi di carattere depressivo, questo perchè scrivere a mano sviluppa la parte del cervello razionale, che ci mette nella condizione di saper affrontare al meglio le difficoltà quotidiane.
La Prof.ssa Beilok iniziando i suoi studi, partiva già sapendo che la scrittura a mano è un'importante valvola di sfogo, ma quello che è riuscita a provare è che si tratta anche di un modo per aumentare nettamente la memoria e la concentrazione.

La Prof.ssa Beilok ha sviluppato, tramite i suoi studi, una tecnica per far sì che la scrittura a mano sia in grado di dare i suoi massimi risultati, per così dire, terapeutici, indicando come la tenuta di un diario giornaliero sia la migliore forma di antistress. Non si tratta ovviamente di un diario stile adolescenziale, bensì di un sistema di annotazione degli accadimenti giornalieri.

La scrittura a mano mette in atto dei procedimenti che sono in realtà molto complessi, per poter scrivere è necessario mettere d'accordo diverse parti del cervello, cioè la zona deputata alla produzione di emozioni, con quella che è preposta a tradurle, con quella che ha la capacità di capirle e riconoscerle, con infine, quella che fa muovere la mano. Per cui queste parti del nostro cervello si trovano a dialogare in continuazione tra loro.
Ma la vera capacità antistress che sviluppiamo è quella che ci permette di allenare il pensiero, fissandoci sul problema e lasciando da parte lo stato negativo, diventando più efficienti (emozionalmente parlando).

Per concludere, tornare alle cose di una volta (come la penna per scrivere) è sicuramente un modo per mettere ko ansia e stress, per riequilibrarci e farci ritrovare i giusti ritmi del vivere. :)

- Cervello, pennello e... amore

Kieron Williamson vi dice nnulla?

Forse no... forse non conoscete nemmeno voi questo nome, come me del resto fino a poco tempo fa, ma questo bambino 6 può stupire, ve lo assicuro.

La cosa particolarmente strana, se così si può dire, è che questo bambino fino all'età di 5 anni, disegnava come tutti gli altri bambini, animali, animaletti, dinosauri ecc. ecc. limitandosi a colorarli. 
Poi l'asplosione di un talento, che i genitori spiegano come voglia e necessità di evadere da un appartamento troppo stretto e senza verde.
Il video è un link diretto al sito YouTube

Il bambino interpellato però forse ha saputo dare la più giusta interpretazione al suo talento, si tratterebbe di un'attività divertente, stimolante, capace di farlo pensare a posti che non può vedere!

la nostra mente, è capace di fare cose meravigliose, anche in bambini piccoli (anzi mi verrebbe da dire soprattutto) che hanno ancora la capacità di elaborare i loro sentimenti in maniera cristallina, senza essere contaminati dalle tante miserie, difficoltà e brutture della vita. I sentimenti rielaborati possono assumere forme molteplici che si riverberano poi su ciò che facciamo, su come scriviamo, ci muoviamo, disegnamo, ecc. ecc.
Vvivere bene la vita vuol dire essere capaci di cose meravigliose. 
Ne è di sicuro esempio questo bambino, speriamo solo che gli interessi, economici primi sugli altri, non entrino a rovinare la bellezza dei suoi gesti capaci di creare degli acquerelli così belli!

- Le grafologiche miserie

Navigando sul web mi sono imbattuta in un blog il cui amministratore si occupava del famoso caso Matthias Schepp (per chi non lo sapesse, si tratta di un suicida, che prima del fattaccio sottrasse le sue due bambine alla moglie, facendo perdere ogni traccia delle due piccole), che mi ha fatto riflettere come certe persone siano in grado di negare l'evidenza anche quando questa risulta schiacciante.

Cosa centra un suicidio con la grafologia?!

Bhè presto detto, venne fatto vedere in TV un biglietto che lo Schepp avrebbe scritto prima di buttarsi sotto un treno in corsa, per farlo peritare da una quotatissima grafologa. 

Fin qui nulla di grave direte voi! Sì vero, se non fosse che la "professionista" fece uno svarione imperdonabile, cioè non si accorse che il biglietto che le fu sottoposto era un tarocco, addirittura un biglietto stampato al PC, per cui per nulla grafologabile (anche un bambino sarebbe oggi capace di comprendere che un biglietto stampato non ha nessuno dei requisiti per renderlo utilizzabile da un grafologo, almeno per stilare un profilo  psicologico).

Non saper riconoscere una scrittura a mano da un font non è sicuramente segno di competenza, e dire che c'è chi ancora sostiene, che si è trattato di una semplice svista fatta non per noncuranza, ma semplicemente per troppa igenuità!!!

- Imparare a scrivere... andando a gattoni

Spesso abbiamo sentito parlare di problemi di disgrafia nei bambini (che possono protrarsi anche in
età più avanzata) che consiste in una scrittura non educata, o meglio, in una difficoltà nello scrivere, nel leggere, ecc. ecc.

Spesso però non ci è chiaro come la disgrafia sia collegata anche ad una inadeguata percezione coprorea, così come errato diventa il percepire lo scorrere del tempo.
Generalmente pensiamo che il bruciare le tappe nei bambini, sia segno di estrema intelligenza e "sveltezza", ma in realtà non è proprio così. Ad esempio il "gattonare" per il bambino piccolo, prima alzarsi sulle sue gambe ed iniziare a camminare, è fondamentale. 
L'andare a gattoni fa sì che il bambino acquisisca pienamente la percezione del suo corpo e si sappia bene orientare nello spazio e nel tempo.

Altra cosa da non fare è forzare i bambini ad usare una mano anzichè l'altra, se è spiccato il mancinismo, bhè che il bambino rimanga tale, come se del resto risulterà ambidestro!

Nel caso comunque il bambino risulti disgrafico niente paura, non è certo malato, ma ha solo bisogno di rassicurazioni, affetto e un po' di riabilitazione motoria :)

- Donne Vs Uomini... la differenza c'è e si deve vedere

Quel “si deve vedere” del titolo è scottante lo ammetto, e anche ora che mi sono decisa a scrivere su questo argomento, sono più che sicura che susciterà non poche polemiche, ma in fin dei conti è uno spunto per pensare.
Tante volte ci sarà capitato di guardare una scrittura di un adolescente, un bigliettino, una pagina di quaderno, ecc. ecc. e quante volte abbiamo pensato che quelle righe scritte fossero uguali a tante altre?! L’omologazione, oggi più che mai, è dilagante a volte sembra addirittura un obbligo.

Omologazione, sì… Le scritture moderne sono molto ampie, tondeggianti, attaccatissime, hanno tutte dei caratteri che mettono in luce un femminile psicologico preponderante (vero o di facciata). Perché tutto questo, perché questa promiscuità psicologica?
Da recenti studi antropologici si è visto che questa confusione nei ruoli dipenderebbe anche dalla “stramba” emancipazione che le donne hanno avuto, specialmente negli ultimi decenni. Dico stramba, perché in realtà mi viene da pensare che se l’emancipazione da un lato sia stata necessaria (il non subire angherie in ambito domestico ad esempio era una necessità, anche se ancora oggi ci sono storie raccapriccianti che ci fanno pensare che poi non per tutte le donne l’emancipazioni in tal senso ha dato i suoi frutti), per altri versi è stata mal impostata. Al di là del lato biologico, che inevitabilmente porta a dover accettare le differenze uomo/donna, esiste un lato socioculturale da cui molte donne “moderne” si sono staccate, ma che forse sarebbe stato meglio preservare. Forse sarebbe stato nel suo ruolo classico, che la donna si sarebbe dovuta emancipare, ritrasmettendo tutto quello che le era proprio ai figli, nuova generazione e società di domani. Non è certo, ad esempio, portando una divisa ed imbracciando un fucile, che una donna può dirsi emancipata!!! Ma questa è solo una delle tante provocazioni che potrei fare e a cui mi si potrebbe rispondere anche in malo modo hahaha :)

Rimane il fatto che le decisioni del genere femminile sono determinanti a lungo termine, per qualsiasi società; ci hanno raccontato che la scelta di una singola donna sia stata in grado di cambiare il destino del mondo (da Eva, a Maria… e il cambiamento non è stato evidentemente sempre in positivo), figuriamoci se il cambiamento sia dovuto alla scelta di una “coalizione”!


Interessante a tal proposito, l'estratto da "Cultura e Scuola", n.109, 164-172 fruibile su internet, di cui inserisco il link qui
_________________________________________________

- Sentimento No Tav

Molti sono i fatti di questo periodo che mi hanno portata alle riflessioni che seguono (giuste o sbagliate), a partire dal movimento No Tav e mi sono resa conto che esistono nella scrittura, numerosi segni che ci portano ad individuare l’orgoglio ed il senso di appartenenza profonda, che una persona può provare per le sue origini ed il suo territorio.

Sono aspetti della personalità umana che spesso, oggi più di ieri, vengono trascurati se non addirittura offesi da una società bieca, torva, preda della necrosi finanziaria ed incapace, per questo, di comprendere che l’uomo per vivere (e non sopravvivere) ha bisogno di rimanere legato alle sue origini (fosse solo un fazzoletto di terra con due pecore sopra)… d'altronde tutti sanno che anche il più bello degli aquiloni, per riuscire a volare alto e lontano, ha bisogno di una mano salda che lo tenga ben ancorato a terra, altrimenti guai!!!

Purtroppo la società odierna ha perso di vista i veri valori, senza capire che per apprezzarli bisogna partire dal piccolo, ma infondo come si fa a far capire l’emozione che infonde un odore, una immagine, anche solo un ricordo a chi non ne ha!!! Io ho ancora nel naso l’odore forte della sansa che viene separata dall’olio d’oliva al momento della spremitura e ogni volta che ne sento l’odore, riaffiorano nella mia mente i miei ricordi e sentimenti, ma paradossalmente anche quelli dei membri della mia famiglia, che prima di me quell'odore lo hanno sentito. Ma come far capire tutto ciò a chi non ha radici, a chi esce da casa e compra una bottiglia d’olio che nemmeno sa da dove viene!? E se ne potrebbero fare a milioni di esempi così.

Tenere e difendere le proprie radici inoltre, dà un grande vantaggio a chi lo fa… si diventa consapevoli dell’importanza dei valori della compassione, dell’aiuto ma soprattutto della consolazione. In una società così malata come la nostra dovrebbe essere d’obbligo pensare a salvaguardare i piccoli e i deboli che troppo spesso, anzi ormai sempre, non hanno voce, e che per questo sanno compattarsi e stare insieme nei momenti peggiori, perché sono sentimentalmente vicini.

Dicevano i francesi: “CURARE SPESSO, GUARIRE QUALCHE VOLTA, CONSOLARE SEMPRE”.

- Mutazioni temporali

È facile per chiunque notare che esiste una differenza nel modo di scrivere più o meno marcata nel
tempo, questo perché la scrittura muta con noi nel tempo, si matura, si evolve e questo può accadere ed essere evidente, tanto nell’arco della stessa giornata, che in un arco temporale più lungo. Rimanendo fermo il fatto che la scrittura, nella sua complessità, rispecchia la struttura della personalità di ognuno, la variabilità grafica rispecchia gli stati psicologici dell’individuo, i suoi momenti di ansia, di preoccupazione, di euforia, stress, malessere… tutti stati d’animo, emotivi, che inevitabilmente si ripercuotono sulla mano di chi scrive.

A tal proposito sono state fatte numerose ricerche, la più significativa delle quali ha visto presa a campio, la scrittura dello speleonauta Montalbini, isolato per 7 mesi nelle grotte di Frasassi a Genga. Si è visto che dopo una prima fase di bisogno di affettività, il soggetto si fa forte nel recuperare tutta la forza e la risolutezza necessarie per raggiungere lo scopo della sua missione, è per questo che tra gli scritti vergati in momenti diversi si nota (in maniera preponderante fra i vari segni) una evidente mutazione dell’inclinazione delle aste e dell’andamento delle righe.

- Ubuntu's philosophy

Chi si occupa di scrittura, sa bene che esistono dei segni che adeguatamente combinati fra loro, danno la possibilità a chi li interpreta, di capire se in chi ha scritto c’è spazio per sentimenti di altruismo e benevolenza.
Le aperture, le rotondità, i “respiri”, sono sicuramente elementi che indicano buoni sentimenti in chi verga una scrittura, se non altro in potenzialità. Sì perché bisogna sempre ricordare di non dare niente per scontato, in ognuno di noi esistono la parte bianca e quella nera, il bene e il male a volerle definire in maniera semplicistica… ma quale prevale? Bhè è ovvio, quella che vogliamo che prevalga!

Magari non ci si fa caso più di tanto, ma la scrittura muta, cambia col nostro cambiare e certi tratti si possono innestare nei nostri tracciati, così come possiamo ritrovarli comuni in chi vive secondo una certa ideologia e moralità.
Dico tutto questo, per augurare a chiunque di poter acquisire quei segni che indicano pace ed armonia interiore (in potenzialità ma anche, e soprattutto, di fatto). A tal proposito sarebbe bello far propria la filosofia “Ubuntu” che è basata sulla lealtà, sulle relazioni reciproche e il rispetto dell’altro…

L’Umuntu ngumuntu ngabantu o meglio “io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo", esorta a sostenersi e ad aiutarsi reciprocamente, a prendere coscienza dei propri diritti sì, ma anche e soprattutto dei propri doveri, in una spinta ideale verso sé come parte imprescindibile dell’umanità intera.
Una persona che viaggia attraverso il nostro paese e si ferma in un villaggio non ha bisogno di chiedere cibo o acqua: subito la gente le offre del cibo, la intrattiene. Ecco, questo è un aspetto di Ubuntu, ma ce ne sono altri. Ubuntu non significa non pensare a se stessi; significa piuttosto porsi la domanda: voglio aiutare la comunità che mi sta intorno a migliorare?. (Nelson Mandela)

- Multatuli

Scrivere è prendere l'impronta dell'anima. (Eduard Douwes Dekker - Multatuli)
Multatuli, in latino "ho sopportato molte cose", è lo pseudonimo di un famoso funzionario olandese dell'800, Eduard Douwes Dekker, che fu anche scrittore e aforista.
Il grande tema alla base dell'ideologia espressa da Multatuli è quello della dignità umana.
Il suo motto era 'De roeping van de mens is mens te zijn! (La vocazione dell'uomo è essere uomo!), sicuramente nato anche a causa della sua attività di funzionario in Indonesia (all'epoca colonia olandese), dove fu suo malgrado spettatore inerme di troppi abusi sulla popolazione. Di questo personaggio spiccano sicuramente due lati, che a prima vista possono sembrare opposti, ma che in relatà vanno di pari passo:
  • la grande passione per la matematica, i numeri e gli schemi in genere (la mente, il cervello);
  • la capacità di andare oltre il razionale e il materiale (il sentimento, l'anima).
Da qui lo spunto per questo breve articolo.
Solitamente si lega la scrittura, al prodotto dell'elaborazione cerebrale e forse questo come concetto risulta troppo arido, avvizzito... ma che ne dite se proviamo ad allargare la nostra mente e a legare l'azione dello scrivere a quella di mostrare la nostra anima?! E' vero è molto difficile... come funziona il cervello ad oggi lo possiamo studiare, capire, possiamo "toccarlo con mano", ma l'anima?! Non la vediamo, al massimo la possiamo percepire, qualcuno sarà scettico a riguardo, ma chi confida nella sua esistenza sa che esiste, ci fluttua attorno e muta colore e densità in base al nostro stato. Insieme con le impronte digitali, i geni, i cromosomi, anche l’anima ci rende unici al mondo anche se spesso non ci rendiamo conto di averla e di come riesca ad interagire con ciò che ci circonda.

Anche solo quando parliamo ad una persona, imprimiamo in lei il marchio della nostra anima… in qualunque cosa facciamo (anche quando scriviamo quindi), la nostra anima lascia il suo marchio che è la nostra firma spirituale.

Post più popolari