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- Ci sono segni e... segni

Uno dei primi scogli che il grafologo si accinge a superare affrontado un'analisi, è quello di dare il giusto significato ai segni che riscontra nella scrittura. Benchè Moretti li abbia definiti in maniera chiara e metodica, gli stessi possono assumere un valore minore o maggiore a seconda del contesto in cui si trovano, questo perchè i segni, benchè autonomi, si condizionano reciprocamente.
Da qui possiamo già capire che ogni segno rintracciabile nello scritto è importante nel determinare la personalità di chi l'ha vergato, ma ognuno ha un peso differnete.
E' per questo motivo che Moretti ha suddiviso i segni in :
  • sostanziali
  • modificanti
  • accidentali
I primi hanno un valore di fondamento e di impostazione della personalità umana. I modificanti hanno per loro natura forza e qulità tali da riuscire a modificare e in qualche caso fare cambiare rotta ai sostanziali. Gli accidentali sono quelli che non riguardano la sostanza dell’io, ma solo i contorni e le cose accessorie.
Esiste un'altra importante classificazione che Moretti fa dei suoi segni, una classificazione importantissima che li vede distinti fra:
  • segni dell'intelligenza
  • segni del sentimento
e questo perchè generalmente ogni segno, nonostante abbia una velenza sia intellettiva che sentimentale, riguarda principalmente o il sentimento (inteso come disposizione affettiva/attiva individuale) o l'intelletto. Concetto da non sottovalutare mai, perchè Moretti ha basato tutto il suo immenso lavoro sul concetto che il sentimento sia predominante nell'individuo. Tanto è vero che indicando come fare un'analisi consiglia di procedere così: "Nel fare un esame grafologico si procede così: prima, di una grafia si trovano fuori i segni che in essa si avverano dando ad essi i gradi secondo la loro intensità. Poi dei sostanziali si segnalano quelli che indicano le disposizioni affettive-attive. E quel segno delle disposizioni affettive-attive che ha il maggior grado è il segno principale e gli altri segni sono o i fautori, o i contrari, o gli indifferenti.”
Insomma il metodo morettiano si basa, sul fatto che la costruzione della personalità viene impostata in base ad un fattore dominante o segno principale che esercita una spinta psichica su tutto l’individuo e su tutti i segni grafologici da cui resta influenzato a sua volta.
E' importante capire poi, come, nonostante sia comunemente ammesso che l’uomo possa regolare i suoi istinti con l’intelligenza e con la volontà, secondo la visione psicologica originale di Moretti, l’essere umano è letteralmente dominato dall’istinto ed è diretto da esso nella sua passione predominante, e la passione predominante non è altro che la radice dell’istinto vitale, sessuale e psichico nel loro risultato unificato.

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