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- Scrivere a mano o non scrivere a mano. Qual è il vero problema?

Nel corso del tempo mi è capitato di leggere diversi articoli, di autori più o meno illustri, riguardanti la scrittura a mano. Tutti però mi hanno lasciata relativamente perplessa e vi spiego il perché.

C'è chi sostiene che la scrittura a mano sia ormai obsoleta e le attribuisce pochi anni di vita ancora. I sostenitori di questa "teoria" asseriscono che scrivere sia un'attività innaturale per l'uomo, non è certo come il parlare che è innato per l’umanità; leggere e scrivere, al contrario, vanno insegnati e di conseguenza imparati da chi ne vuole far uso. Se ci si pensa bene poi, è vero che il periodo (storicamente inteso) in cui l'uomo si è cimentato nella scrittura (nel senso più moderno del termine, quindi con pennini, penne, ecc. ecc. ) è sicuramente limitato nel tempo, rispetto ai migliaia di anni che ci hanno visto evolvere. C'è poi chi attribuisce alla tecnologia buona parte della "colpa" del non uso della penna. Il PC è forse il primo fra i demoniaci strumenti che la stanno uccidendo, per non parlare dei vari cellulari, palmari, ecc. ecc. Insomma ad oggi i bambini imparerebbero prima a schiacciare i tasti, piuttosto che impugnare la penna. Del resto per natura l'essere umano tende a prediligere ciò che gli costa meno fatica, ed è evidente che l'associazione tasto/lettera è più semplice da incamerare mentalmente rispetto ad anni ed anni di esercizi manuali con la penna, che spesso si concludono con frasi del tipo "... hai una brutta scrittura ..." oppure "... sai fare solo zampe di gallina ..."! (C'è a questo proposito un bel Film di Mario Soldati del '59, interpretato fra gli altri da Renato Rascel - "Policarpo, Ufficiale di scrittura" - che parla, in parte, delle riottosità del passaggio dalla scrittura a mano alla macchina da scrivere. Quindi a ben vedere certe problematiche e preoccupazioni ritornano nel tempo.)

Al di là di quanto detto sopra, c’è anche chi sostiene che la scrittura a mano sia importante se non addirittura imprescindibile. Da innumerevoli ricerche e studi, si sarebbe riusciti a capire che scrivere rende più brillanti, più svegli, più attivi mentalmente, insomma una penna e un buon gioco di polso ci renderebbero tutti molto più intelligenti! C’è poi chi, nostalgico, ricorda ancora pennini, inchiostri e “arnesi” vari per scrivere, ma lo fa al solo scopo di rimpiangere le vecchie ore di calligrafia che si studiavano a scuola una volta e di conseguenza le “belle scritture” che tanto ci affascinano ancora quando ci passa per le mani una vecchia cartolina o una vecchia lettera.



A questo punto bisognerebbe chiedersi se siano veramente questi i reali problemi connessi allo scrivere o meno a mano. A me pare che il tutto sia leggermente fuori tema.
Lo scrivere è un atto unico ed irripetibile, è la nostra carta di identità tracciata direttamente dalla mano sul supporto scrittorio. È un’impronta digitale che ci rende riconoscibili dagli altri. Non ha nemmeno troppo senso parlare di bella grafia, perché lo scritto “utile” è quello vergato spontaneamente, di conseguenza insegnare un modello grafico di riferimento è di certo necessario ma non deve essere considerato coercitivo per chi scrive. Infine l’atto dello scrivere è inevitabilmente in grado di sviluppare meglio determinate zone del cervello, è risaputo che in ogni sua attività l’uomo più si esercita, più si perfeziona e di conseguenza l’attività cerebrale è migliore riuscendo a mantenere attivi un numero maggiore di canali neurali. È pur vero, che l’essere umano non è da considerarsi staticamente, per cui se la scrittura a mano si dovesse, per così dire, estinguere, verrà sicuramente rimpiazzata da qualche altra invenzione importante.

Quindi, dopo tutto questo parlare… voi cosa ne pensate?! Scrivere a mano o non scrivere a mano, qual è il vero problema?!

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